TERREMOTO MOLISE

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Lo scorso 16 agosto si è verificato un terremoto di Mw 5.1 a 4 km a sud-est del villaggio di Montecilfone (Molise, Italia meridionale); fino al 20 agosto circa 200 scosse di assestamento, tra cui 9 fino a Mw 3, (Fig.1) sono state registrate dalla rete accelerometrica nazionale (RAN) e da alcune stazioni temporanee installate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). L’area epicentrale corrisponde al paesaggio collinare tra i fiumi Biferno e Trigno dove affiora una complessa successione sedimentaria di depositi terrigeni tra cui argille scagliose attribuibili alla Formazione Varicolori Argille di il flysch Paleocene, arenaceo-pelitico del Miocene-Pliocene e argille limose del Pliocene (Fig.2).
Subito dopo il terremoto il centro di ricerca “Sapienza” della CERI in collaborazione con lo studio geologico locale Geoservizi S.r.l. ha condotto rilievi sul campo per l’inventario degli effetti del suolo indotti dal terremoto. Tali rilievi sono stati svolti il prima possibile, per evitare la possibile cancellazione delle evidenze sul terreno a causa delle ulteriori piogge e degli interventi ad opera degli agricoltori locali.
Nessun effetto indotto dal terremoto è stato documentato finora in quest’area (tra Guglionesi, Larino e Montenero di Bisaccia) secondo il CEDIT ed il CFTI5. Pertanto, questa è la prima volta che in questo settore dell’Appennino Centrale è possibile inventariare gli effetti indotti dal terremoto e analizzarne la distribuzione spaziale.
Fino ad ora sono state inventariate alcune decine di frane indotte da terremoto, concentrate in un raggio di quasi 2 km dall’epicentro. Queste frane consistono principalmente in riattivazioni scorrimenti in terra (Fig.3); per molti di loro, la gente del posto ha testimoniato che il movimento si è verificato a seguito del mainshock. La riattivazione delle frane ha causato, in alcuni casi, danni non trascurabili a strade (Fig.4, 5, 6).

Gli effetti terrestri inventariati saranno presto inclusi nel catalogo CEDIT on-line gestito dal CERI “Sapienza”.